Identificazione:
Inventario Kibre [1600] Galeni therapeutica imperfecta. In papyro.
Secondo la nota riportata da Mittarelli, nel catalogo settecentesco di San Michele di Murano, Francesco Barbaro avrebbe posseduto il codice successivamente a un Giano Podocataro «Equitis regii et legum Doctoris»; un «Podocatarus de Podoris Ianus de Cypro, eques f. q. militis ac regni Hierusalem auditoris d. Petri» è attestato come studente di medicina a Padova nel 1465 e come dottore 'in utroque iure' nel 1475. È verosimile coincida con il conoscente 'cyprius' da cui, come risulta da una sua lettera a Marco Dandolo del 13 aprile 1488 (Branca 1943, II 15), Ermolao acquisì, dapprima in prestito (ma con l'intenzione di comprarli), tre codici greci: «Oribasium, Galeni Therapeuticen, In Aphorismos Annotamenta»; cf. Kibre 1551. In questo caso, bisognerebbe pensare a un errore di Mittarelli nel riportare la nota ('Francisci' pro 'Hermolai'?) o identificare il Francesco in essa menzionato con un successivo discendente (il nipote di Ermolao, vissuto dal 1488 al 1549, promotore dell'edizione del Corollarium Dioscoridis o il patriarca di Aquileia dal 1593 al 1616, che donò alcuni libri di famiglia alla Vaticana)
se la notizia è corretta e costui è il cipriota, nipote ed erede del cardinale Ludovico (1430 o 1431-1504; v. testamento apud Marini I, 225), addottoratosi a Padova nel 1475, non può trattarsi del Francesco umanista, morto nel 1454. Del resto il codice sembra da identificare con quello che Ermolao acquisì, dapprima in prestito, appunto da un 'cyprius', nel 1488, come risulta da una sua lettera a Marco Dandolo; v. Kibre 1551.