Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. gr. 1305

Identificazione: Diller 1963

Inventario Kibre [1557] Theophrastus de igne et de quibusdam naturalibus et pars aristotelis de animalibus. In humanita a penna in Carta bona.


I marginalia erano già attribuiti a Ermolao da Fulvio Orsini (cf. Inventarium librorum Fulvii Ursini: «24 Theophrasto integrissimo, tutto tocco di mano d'Hermolao Barbaro, coperto di corame nero, in papiro in foglio grande») (cf. Nolhac 1887; Branca 1943/I). Fra l’inventario e le due parti già unite del Vat. gr. 1305 la congruenza è forte (nel f. 1r il titolo decorato ΘΕΟΦΡΑΣΤΟΥ ΠΕΡΙ ΠΥΡΟΣ), ma, come sottolineato da Diller, non perfetta, perché l’ultimo scritto contenuto nel codice, pur in effetti 'aristotelico' è in realtà lo spurio De plantis (ritradotto dal latino in greco in età paleologa), né il testo è incompleto, come può suggerire pars. È possibile che il redattore dell’inventario abbia ritenuto lo scritto 'parte' del corpus aristotelico sugli animali in base alle parole d’esordio (Ἡ ζωὴ ἐν τοῖς ζῴοις καὶ ἐν τοῖς φυτοῖς εὑρέθη); il titolo ἀριστοτέλους περὶ φυτῶν α’ (f. 193v) può anche essere stato aggiunto in seguito (la scrittura è di modulo più piccolo che negli altri titoli e non riempie tutto lo spazio lasciato per il titolo). La mancata corrispondenza del materiale scrittorio con la classe in carta bona pare osservarsi per tutti i codici compresi tra il n° 1545 e il n° 1562 (cfr. Vendruscolo 2020, p. 109). 

Contenuto: [A] Theophrastus, De igne (ff. 1r-4v), Metaphysica (ff. 4v-6r), De lapidibus (ff. 6v-8r, 9v-11r), <De sudore> (ff. 8r-v, 11r-v), De vertigine (ff. 8v-9r), De lassitudine (ff. 9r-v, 11v-12r), De piscibus (f. 12r-v), De ventis (ff. 12v-16v), De odoribus (ff. 16v-20v) | [B] Theophrastus, Historia plantarum (ff. 21r-106r), De causis plantarum (ff. 106v-192r); [Bekker 1831/II, 814-815: Πρόλογος τοῦ ἑρμηνέως εἰς τὸ περὶ φυτῶν Ἀριστοτέλους] (ff. 192r-193r); [Aristoteles], De plantis cum scholiis (ff. 193v-207r).
Materiale: cartaceo
Luogo: Roma (?)
N° ff./Fogli: II, 210, I’.
Formato: mm 402 × 279 (f. 124).
Struttura: due unità codicologiche autonome, ma coordinate: [A] ff. 1-20: 1-2(10); numerazione: lettere greche nel marg. sup. centr. (visibile solo nel fasc. 2) | [B] ff. 21-210: 1-3(10),4(12), 5(8), 6-10(10), 11(12), 12-18(10), 19(8); numerazione in lettere greche nel marg. inf. centr. (solo parzialmente visibile).
Filigrane: stesse marche in entrambe le unità: Echelle, simile a Briquet 5910 (Firenze, 1473-74) (f. 3 | f. 151); Arbalète, simile a Harlfinger 21 (Roma, 1471) (ff. II, 9 | f. 33).
Legatura: moderna (quaderni in cartone con coperta in pelle).
Copista: [A] Georgios Tzangaropulos (f. 20v †ἐγράφη διὰ χειρὸς ἐλαχίστου ἱερέως Γεωργί(ου) τοῦ Τζαγγαροπούλου, τοῦ κρητικοῦ: | ἀμήν) | [B] copista anonimo (l’attribuzione di Harlfinger all’Anonymus 10 – identificato di recente con Dionysios Sinates – va probabilmente rettificata).
Decorazione: [A] titoli rubricati in maiuscolo; capolettera decorati con motivi in inchiostro rosso; cornice floreale nel marg. sup. di f. 1r | [B] titoli rubricati.
Annotazioni: Ermolao ha aggiunto lezioni alternative, correzioni interlineari e in textu e postille marginali in greco e in latino in entrambe le unità codicologiche, in particolare nei fogli del De lapidibus (p. es. [A] ff. 6v, 7r-v, 10r-v | [B] 26r, 59v, 75r, 92r, 147r, 170v, 172v) (Di Benedetto 1966; Martinelli Tempesta, Ermolao Barbaro cds).
Possessori successivi: Alessandro Farnese; Fulvio Orsini.
Note di possesso: f. IIr 24 Ex libris Fulvii Ursini.
Bibliografia: Branca 1943/I - Branca 1943/II - C.A.L.M.A. VI.1 - Di Benedetto 1966 - Diller 1963 - Martinelli Tempesta, Ermolao Barbaro cds - Nolhac 1887 - Orlandi 2023 - Vendruscolo 2020 - Zorzi 2008
Autore scheda: FV; MF