Identificazione:
Inventario Kibre [1548] Diascorides In humanita a penna in Carta bona.
Il codice reca abbondanti marginalia in greco e in latino di mano di Ermolao Barbaro. Ed è dimostrabilmente la fonte della traduzione di Dioscoride eseguita dall'umanista, probabilmente entro il 1482, ma pubblicata postuma nel 1517, insieme al Corollarium, sorta di commento o di «pendant umanistico» allo scritto antico. Altro codice utilizzato da Ermolao è il Vat. gr. 2182, e nell'inventario infatti Dioscoride figura al n° 1618 (l'identificazione dell'uno o dell'altro con l'una o l'altra delle voci è puramente convenzionale).